• Anna

Ferite: cosa fare e cosa non fare.

#aiuto #macomefa #veterinariaconsapevole #staytuned


I cavalli sono per definizione proni ad ogni tipo di incidente per loro molto nocivo e come regola generale, se messi in condizione di ferirsi, lo faranno. Se invece sono tenuti con estrema cura, massima cautela e tutti gli accorgimenti del caso, si feriranno lo stesso. Cosa fare, dunque, quando arrivate a scuderia e trovate il vostro cavallo ferito? Niente panico! Vediamo caso per caso:


1. La ferita é fresca o giá vecchia di qualche giorno?

Soprattutto in inverno con il pelo lungo (e magari un po´ di fango del paddock) tagli/lacerazioni e quant´altro possono passare inosservati per qualche giorno fino a quando il gonfiore, l´infiammazione e/o il pus li rendono piú evidenti. Una ferita "vecchia" é riconoscibile dai suoi margini secchi e dal notevole grado di infiammazione presente. La prima cosa da fare in questo caso é pulire e disinfettare bene la parte che una volta liberata da croste, peli, puó essere lcon abbondante acqua fredda e pulita che diminuisce dolore, gonfiore e infiammazione mentre vi coordinate con il vostro veterinario sugli ulteriori passi da seguire. Delle ferite piú recenti ci occuperemo nel resto del post.

2. La ferita sanguina abbondantemente?

In funzione della razza, dal 6,5% all´8% del peso di un cavallo é costituito dal suo sangue. Una emorragia comincia a diventare "grave" quando la perdita di sangue raggiunge o supera il 10% del volume totale: il cavallo mostra segni di debolezza, sudorazione, colica, tachicardia, mucose pallide.

In tutti i casi in cui si osserva una emorragia copiosa é prioritario interrompere il sanguinamento al meglio avvolgendo la parte in un panno asciutto e pulito (anche un asciugamano puó andar bene in emergenza) che verrà tenuto in posizione da strati successivi di fasce sempre piú strette: l´idea infatti é fare pressione sulla parte senza peró interrompere la circolazione per piú di 30 minuti. Il consiglio é quindi, ogni mezz´ora circa (in attesa del veterinario) di rimuovere i bendaggi piú stretti e superficiali lasciando la ferita coperta (staccare tutte le volte la parte a contatto con il sanguinolento rimuove il coagulo e lo peggiora) e riposizionarsi dopo un paio di minuti. A sanguinamento interrotto si puó sostituire tutto il bendaggio compressivo con un bendaggio sostenitivo asciutto e pulito fatto di materiali appositi. Nei casi di sanguinamento grave questa sostituzione andrebbe fatta da un veterinario che nel contempo valuti l´entitá e gravità della ferita.


3. Il cavallo é stato vaccinato (recentemente e regolarmente) contro il tetano?

Una parte importantissima della gestione delle ferite é la profilassi antitetanica. Sarebbe bene essere sempre informati sullo stato vaccinale del cavallo o tenere i passaporti in scuderia in un luogo accessibile anche durante le emergenze. In caso di urgenza ed estrema necessità é possibile la profilassi antitetanica con siero somministrato dal veterinario; questa opzione risulta peró molto costosa!! 4. Dove si trova la ferita? 

Andiamo per "gruppi":ferite di testa, tronco e arti.

- Le ferite della testa (e in particolare delle palpebre) richiedono spesso la valutazione del possibile coinvolgimento dell´occhio che, se non trattato, puó trasformare un banale graffio corneale in un processo patologico che porta alla cecità. E´quindi importante quando chiamate il veterinario spiegare sempre bene la localizzazione del problema in modo da chiarire la necessità di intervento urgente. La buona notizia é che le ferite di occhi e palpebre sono in parte prevenibili tramite gestione appropriata dell´ambiente in cui si trova il cavallo: MAI lasciarli incustoditi in prossimità di chiodi/viti/ganci sporgenti!



- In presenza di una ferita sul tronco é importante valutare il grado di penetrazione (superficiale/profonda) e di trauma dei tessuti piú in profonditá: un calcio di cavallo sul torace potrebbe esitare in una piccola escoriazione cutanea ma una frattura delle costole sottostanti!



- Le ferite sugli arti sono di gran lunga le piú frequenti e anche quelle potenzialmente piú pericolose per il cavallo per due motivi: il primo é che un trauma violento su una zampa puó ripercuotersi direttamente e quasi interamente sull´osso sottostante vista la scarsa quantità di tessuti molli che lo rivestono. L´osso "incrinato" puó fratturarsi durante i giorni successivi con esiti catastrofici. Per questo motivo in alcuni casi il vostro veterinario eseguirá radiografie della parte coinvolta anche a fronte di ferite che possono sembrare "superficiali" all´occhio di un laico.

Il secondo motivo per cui le ferite sugli arti possono essere pericolose é la vicinanza tra la cute e le strutture articolari e tendinee sottostanti: mentre un graffio cutaneo guarisce in genere senza problemi la presenza anche di piccolissime impurità, schegge o corpi estranei penetrati in articolazione o in una guaina risultano in sepsi importanti, spesso da risolversi chirurgicamente, che se non trattate in modo tempestivo mettono a repentaglio non solo la carriera sportiva ma anche la sopravvivenza dell´animale stesso. In tutti i casi in cui da una ferita su un arto (non importa quanto piccola) viene osservato gocciolare un liquido giallo paglierino é imperativo attivarsi per contattare il veterinario il prima possibile.


5.Cosa puó (e deve) fare il proprietario?

Prima di tutto niente panico. Fronteggiati da un cavallo ferito é prioritario mantenere la calma e tranquillizzare l´animale. Se possibile in sicurezza, spostarlo in un luogo asciutto, pulito e bene illuminato dove valuterete la localizzazione ed estensione della ferita. Ogni sanguinamento continuo deve essere tamponato il prima possibile. Fatto questo, il consiglio é di telefonare al veterinario, informarlo sui fatti e valutare insieme se sia necessario un appuntamento immediato, nei giorni successivi o se il problema puó essere considerato risolvibile in autonomia. In attesa di ulteriori chiarimenti da parte del vostro medico la ferita puó essere pulita con un sapone disinfettante (iodio o clorexidina) opportunamente diluito in acqua pura e tenuta pulita e disinfettata o bendata al meglio delle possibilità.


6. E´sempre necessario l´antibiotico?

Sorprendentemente, no. Anche se le ferite dei cavalli sono tutte, sempre, contaminate non é comunque detto sia necessaria una terapia antibiotica: a insindacabile giudizio del veterinario curante in caso di ferite superficiali gestite da subito nel modo appropriato la terapia antibiotica puó essere evitata con grande felicità sia del proprietario che del cavallo. L´importante é, come giá ricordato, comunicare in tempi brevi con il medico curante.


7. Come (tentare di) prevenire le ferite?

Come giá ricordato non é ancora stato studiato il modo per impedire al 100% ad un cavallo di farsi del male, anche da solo. Questo peró non significa che il proprietario/detentore sia sollevato da ogni responsabilità! Detenere gli animali in modo responsabile in ambienti tranquilli, puliti, privi di punte sporgenti, chiodi, parti contundenti, relitti di vario genere disseminati nei paddock, fili spinati, cani piú o meno imprevedibili o aggressivi, altri cavalli lanciati improvvisamente in un gruppo precostituito (magari ferrati), vasche metalliche con bordi taglienti, trattori con forcine sporgenti e quant´altro (mai mettere limiti alla fantasia) aiuta a prevenire il 90% dei disastri osservati dal veterinario medio.

Menzione d´onore in questo senso va ai proprietari di puledri: sono piccoli, stanno scoprendo il mondo e sono molto curiosi. Si infilano negli anfratti e si incastrano ovunque. Essendo peró anche molto paurosi, una volta capito di essersi incastrati faranno il diavolo a quattro per liberarsi distruggendo tutto il distruttibile e loro stessi nello sforzo. La tempesta perfetta si raggiunge considerando che i puledri sono anche mediamente molto piú delicati dei cavalli adulti. Mentre risulta impossibile o quasi convincere chi "ha cavalli da una vita" che tenere il piccolo con la sua mamma in un recinto di filo spinato disseminato di copertoni e pezzi di ferro arrugginiti non é una buona idea solo perché "non mi é mai successo niente" é fervida speranza di chi scrive che almeno i proprietari di fattrici al loro primo parto si informino da un veterinario su come e dove stabulare il loro nuovo nato al meglio.


7. Quali sono le possibili complicazioni?

Come giá ricordato le ferite possono coinvolgere strutture diverse dalla cute come occhio, torace, addome, articolazioni, tendini e guaine tendinee, ossa. Cavalli non correttamente vaccinati possono contrarre il tetano, ferite superficiali trascurate o sottovalutate possono veicolare batteri nel sottocute e in circolo causando flemmoni e batteriemie con infezione di altri organi e apparati.

Trattare tutte le possibili complicazioni di una ferita esula dagli scopi di questo articolo e richiederebbe diversi libri (é per questo che studiamo!!)

Una menzione a parte va fatta per i cheloidi che riceveranno a breve il loro post personalizzato, sono parte della vita di tutti i proprietari di cavalli e tipici degli arti distali. #staytuned!!!




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