• Anna

I cavallini di Yakut

Aggiornato il: 5 feb 2019

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Il cavallino di Yakut é una rara razza indigena della Repubblica della Sacha (Jacuzia), una regione della Siberia del Nord. Vive a temperature estreme (fino a -70°C!) avendo sviluppato una incredibile resistenza al freddo e capacità di ricerca di erba e foraggi nascosti sotto la neve. Il cavallo Yakut é l´unica razza equina in grado di sopravvivere nel Circolo Artico, rendendosi un essenziale compagno di vita e trasporti nei climi piú aspri del globo.

Il cavallo Yakut sembra essersi evoluto da equini domestici importati nella zona a seguito della migrazione del popolo Jacuta all´inizio del XII secolo, non dimostrando affinità genetica con le razze indigene che abitavano la zona nel Neolitico ma con alcune razze di cavalli originarie dell´Asia centrale (Akal-Téké, Arabi, Kazachi,  Kirghiz e Mongoli).

Con i loro 140-150 cm di altezza al garrese sono piccoli, tozzi e robusti, con criniera e pelo molto fitti, considerati veri e propri cavalli e non pony. Hanno il collo relativamente corto e dritto e piedi allargati adattati al clima estremo. Il loro essere "compatti" li aiuta naturalmente a trattenere il calore, mentre la lunghezza del manto invernale può raggiungere gli 8 cm!


All´interno della razza Yakut sono distinguibili tre varietà: quelli piú vicini al fenotipo ancestrale originatisi nell´estremo Nord delle regioni di Kolyma e Verkhoieansk, gli Yakut del Sud, di taglia piú piccola, e gli Yakut di Yakutsk, di taglia leggermente superiore e incrociati con altre razze, principalmente trottatori.

L´organismo di questi cavalli é perfettamente allineato con le necessità climatiche: in autunno vengono accumulati ampi depositi di grasso (35-40 Kg "extra") per prepararsi al freddo inverno durante il quale il rate metabolico diminuisce per conservare le energie e riprendere in primavera quando, con la nascita della nuova erba, i carboidrati apportano energia e nutrienti.

La genetica del cavallino di Yakut mostra tracce di "evoluzione convergente" per adattarsi al freddo simili a quelle di altre specie indigene dell´estremo Nord, come il Mammuth. Il loro organismo crea metaboliti per la protezione dal congelamento e si ipotizza che siano in grado di ridurre il volume di sangue circolante durante i periodi piú estremi, come sembrerebbe indicato dalla maggior efficienza dei loro sistemi di risposta allo stress ossidativo, di vasodilatazione e coagulazione del sangue.

I cavallini di Yakut hanno un olfatto eccezionale che li aiuta a trovare cibo sepolto sotto la neve nel buio dell´Artico. La conformazione degli zoccoli li aiuta a rompere il ghiaccio per raggiungere preziosi bocconi.


Nonostante la loro capacità adattativa i cavalli di Yakut non sarebbero probabilmente sopravvissuti senza l´aiuto della popolazione Sacha che nei secoli ha offerto loro cibo e riparo.

Il legame tra il popolo Sacha e i cavalli di Yakut é intenso e profondo ma non coercitivo: per la popolazione i cavalli sono considerati piú selvaggi che domestici e lasciati liberi di andare e venire in modo quasi completamente indipendente, procacciandosi da soli la maggior parte dei nutrienti.

I Sacha allevano i loro cavalli nella taiga e utilizzandoli principalmente come aiuto nel trasporto merci. Vengono montati solo eccezionalmente per radunare il branco, mentre l´equitazione come sport resta inconciliabile con l´idea del cavallo semiselvaggio.


I cavalli possono essere osservati al pascolo sulle rive del fiume Lena, spesso nascosti in aree boschive per ripararsi dal freddo. Un branco é generalmente costituito da uno stallone e 9-12 cavalle. Nei periodi piú aspri la popolazione li confina in strutture simili a un corral o fornisce loro fieno extra.

Con l´arrivo della primavera le fattrici con i puledri vengono munte per ottenere il latte. La bevanda nazionale, il Kumis, é ricavata proprio da latte fermentato di cavallini di Yakut. I soggetti che hanno invece lavorato tutto l´inverno vengono liberati per un "riposo premio" che gli consenta di recuperare energia e salute.


Anche se spesso invisibile sul territorio, il cavallino di Yakut é onnipresente nella cultura degli indigeni, celebrato in canti e danze rituali, affiancando gli sciamani. La sua immagine é ovunque: sulla bandiera della Repubblica, sulle copertine delle riviste, sui dipinti e nelle sculture di legno e d´avorio.


Per la popolazione il cavallino di Yakut é molto di piú di uno strumento, una fonte di cibo o anche solo un amico: é uno spirito libero e selvaggio che generosamente si piega ad aiutare l´uomo affinché l´ordine naturale possa essere mantenuto.



Lo studio sui cavallini di Yakut -> clicca qui

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