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Pericoli nel pascolo: l'erba di San Giovanni

Aggiornato il: 10 feb 2019

#alimentazione #iperico #fotosensibilizzazione #dermatite




La pianta


L'erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) è una pianta perenne presente in tutta Europa e buona parte del mondo, ben nota a farmacisti ed erboristi sin dall'antichità per le sue proprietà farmacologiche. È una pianta perenne semi-sempreverde, glabra, con fusto eretto percorso da due strisce longitudinali in rilievo. È ben riconoscibile anche quando non è in fioritura perché le sue foglie in controluce appaiono "bucherellate": si tratta in realtà di piccole vescichette oleose da cui deriva il nome perforatum; ai margini sono invece visibili dei punti neri, strutture ghiandolari contenenti Ipericina (un olio color rosso), queste strutture ghiandolari sono presenti soprattutto nei petali. Le foglie sono opposte oblunghe. I fiori giallo oro hanno 5 petali delicati e sono riuniti in corimbi.





I sintomi

L'iperico contiene una tossina chiamata "ipericina", un pigmento rosso prodotto da foglie e fiori dell'erba di S. Giovanni. L' ipericina diventa fluorescente in presenza delle radiazioni ultraviolette contenute nella luce solare causando infiammazione acuta e necrosi dei capillari sottocutanei. Le lesioni si sviluppano prima sulle aree bianche del corpo dove la cute è prima pruriginosa, arrossata e gonfia, poi desquama lasciando il posto a ferite, piaghe e croste.

Altri sintomi causati dall'ingestione di Iperico nel cavallo comprendono irrequietezza/intrattabilità, pupille dilatate, zoppie, diarrea e prurito generalizzato. Piaghe ed ulcere possono comparire anche sulla lingua e sulle mucose orali impedendo al cavallo di alimentarsi correttamente.

I livelli di ipericina nella pianta sono più alti in primavera, periodo di accrescimento rapido del vegetale. I cavalli normalmente mangiano l'erba di San Giovanni malvolentieri, ingerendone quantità significative solo in caso di alimentazione carente o somministrazione di fieno di scarsa qualità.


Proteggere i cavalli

Per la prevenzione è necessario rimuovere le piante (incluse le radici) dai paddock e da tutte le aree dove i cavalli possono pascolare non supervisionati, e assicurarsi che tutti i cavalli abbiano sempre accesso a quantità sufficienti di fieno di buona qalità e acqua fresca e pulita.

Una volta comparsi i sintomi è necessario rimuovere tempestivamente i cavalli dalla luce solare (ad esempio stabulandoli all'ombra durante il giorno e facendoli uscire la notte), impedire ulteriore ingestione delle piante di Iperico e contattare il Veterinario che, valutando l'entità delle lesioni, possa suggerirvi una terapia locale o sistemica appropriata.


La pagina sull'iperico di agraria.org

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