• Anna

Ragadi, ferite e dermatiti fra vecchi miti e moderne certezze

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Diciamolo, i cavalli sono particolarmente portati allo sviluppo di ferite/tagli/gonfiori e reazioni cutanee nei

punti piú scomodi da trattare. Uno di questi per antonomasia sono le estremità distali degli arti. Una ferita quasi invisibile può trasformarsi in un gigantesco flemmone nel giro di 24h, o cronicizzare in tutta una serie di fastidiose e apparentemente inamovibili crosticine che diventano un motivo di sofferenza per l´animale (il quale, infastidito, potrebbe decidere di non lasciarvi piú avvicinare facilmente alla parte in questione), un problema sanitario, meccanico e un danno cosmetico nel "migliore" dei casi.

Storicamente si osserva la lesione e si passa direttamente ad una delle tante terapie tramandate oralmente da istruttore/groom ad allievo che a volte funziona e a volte no. Quando non funziona si passa dai lavaggi alle creme agli impiastri alle fasciature (ricordo come una volta mi consigliarono un impiastro a base di zolfo e olio di pesce che attirava tutti gli insetti in un raggio di 15 km) con risultati a volte molto frustranti sia per il cavallo che per il cavaliere, finché la malattia non cronicizza o in certi casi passa da sola.

Perché tutto questo? Ogni terapia (anche a volte i "rimedi della nonna") ha il suo merito, e ha funzionato almeno una volta. Se non funziona nel vostro caso il motivo é che una terapia é studiata per curare la causa del problema, che spesso, in realtá, non si sa visto che manca il punto centrale: la diagnosi.


La presenza di croste e ferite sugli arti del cavallo infatti può essere dovuta a:

  • Danno meccanico (ferite da paraglomi, stinchiere, raggiungimenti etc)

  • Cause infettive: infezioni batteriche e/o fungine di cute, sottocute e annessi cutanei

  • Cause infestive: presenza di parassiti sul cavallo o nell´ambiente

  • Reazioni allergiche (a contaminanti, saponi, farmaci..... la lista é lunga)

  • Cause metaboliche: fotosensibilizzazione da ingestione di sostanze sensibilizzanti, squilibri ormonali, malattie infettive sistemiche

  • Alterazioni cancerose e pre-cancerose della cute

  • Patologie tipiche di certe razze

  • Combinazioni di tutti i fattori citati e altro ancora.

Per ovvi motivi la terapia "giusta" per una di queste cause non funzionerà in tutti gli altri casi. Quindi non esiste il "rimedio che funziona sempre" per le ragadi, ma bisogna valutare il problema ed emettere quantomeno un primo sospetto diagnostico (=identificare quali siano le cause piú probabili) per capire come procedere. In alcuni casi si può anche "andare per tentativi", l´importante é che i "tentativi" siano consapevoli, logici e mirati. Altrimenti vi ritroverete un cavallo impiastrato di creme, unguenti e polveri "miracolose" che, oltre a non servire, possono ostacolare la diagnosi, ritardare la guarigione o peggiorare addirittura la situazione.

In TUTTI i casi condizioni di scarsa igiene, stabulazione inadeguata, alimentazione scorretta e/o inadeguata pulizia di fasce, stinchiere, paracolpi etc. sono da considerarsi fattori predisponenti.


Cosa fare

La risposta (come al solito) é di fidarvi del vostro Veterinario. Chiamatelo e discutete con lui/lei le varie possibilità, consapevoli che a volte ci vuole un po´ di pazienza e tanto impegno da parte vostra per risolvere il problema.

Anche prima di chiamare il veterinario, peró, potete intervenire in modo da limitare i danni e promuovere la guarigione: non ci si può aspettare che una ferita infetta guarisca da sola se sprofondata nel fango, tenuta al freddo e al buio per giorni o settimane. E´importante quindi una pulizia almeno quotidiana della parte che va poi asciugata in modo atraumatico. Bisogna curare al massimo l´igiene dell´ambiente e della lettiera e controllare quotidianamente che il vostro cavallo rimanga vispo, attivo e generalmente in salute senza segni di deperimento sistemico, apatia, inappetenza. La somministrazione di fonti di cibo di qualità ricche di macro- e micro elementi acidi grassi essenziali e un giusto bilanciamento di grassi vs carboidrati aiutano sia nella prevenzione che nella terapia, cosí come le usuali misure di profilassi sanitaria equina.

Importante: se il cavallo improvvisamente non poggia piú l´arto, non cammina o sviluppa febbre il Veterinario va chiamato immediatamente (prima della somministrazione di alcun farmaco).

Solo tramite una diagnosi precisa e le terapie adeguate sará possibile passare dalla prima foto a quella qui sotto, in questo caso in pochi giorni dopo mesi di tentativi.



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